'NA VOLTA TANTO E' ANDATA DI CULO
Una domenica passata a far partorire la mia cagnetta Milla, precedentemente affidata a pseudo professionisti del settore che mi hanno chiesto più di cinquecento euro senza saper fare un beato cazzo. Trovo un amico, ci scoliamo una bottiglia di mirto sardo, tre birre medie, quattro o cinque bloody mary. Troviamo due amiche, tre gin tonic e sei white russian. Trovano tutti e tre la strada di casa, io no, io mi perdo per Udine a bordo della mia panda. Mi fermo solo quando una vettura nera, dotata di luci blu lampeggianti e con una scritta piena di bi e di erre sulla fiancata, blocca l'accesso a quella che credevo fosse l'arteria principale, mentre invece si trattava di un capillare dentro al quale, per inciso, non si poteva entrare proprio per niente, lo chiamano senso unico. Scendono due extraterrestri agghindati in modo strano, uno ride come hannibal lechter davanti al silenzio e agli innocenti, a fatica abbasso il finestrino e mi sento subito chiedere della patente e del libretto. Chiaramente non becco un cazzo e dopo alcuni minuti mi ritrovo con le braccia piene di documenti che non riesco a leggere e che offro ai due uomini che non conosco e che mi invitano a scendere. Apro la porta e casco in terra, forse un calo di pressione, ma tant'è,rido come un ebete mentre il più cattivo invoca uno strumento che misura il numero di cuba che hai bevuto, il cubometro.Mi rendo immediatamente conto di essere nella merda ma non perdo la calma, millanto una relazione amorosa andata a puttane, conoscenze nelle alte sfere, un passato glorioso nell'arma, racconto una barzelletta sui poliziotti, una sulla guardia di finanza, parlo bene di berlusconi,di fini, di casini, di prodi, di rutelli, dei comunisti,degli anarchici, dell'inter, della juve, del milan, indico due fighe che passano per strada e le saluto facendo finta di conoscerle, mi inginocchio, piango,striscio. Mi dicono che se chiamo qualcuno e mi faccio venire a prendere chiudono un occhio, porca troia non ho credito sul cellulare, c'è una cabina in fondo, le barcollo incontro, digito numeri presi dal mio nokia, non funziona,mi rifaccio avanti con la coda tra le gambe, i ragazzi mi puntano addosso una torcia elettrica e mi sparano un moralone sugli effetti dell'alcool, tento un abbraccio, loro si spostano e mi chiedono se possiedo almeno i soldi per un taxi , che si sono rotti i coglioni di perdere tempo e che potevo pure levarmi dalle palle. Ovvio che non avevo un euro, ma il taxista doveva avere un sacco di figli della mia età e nelle mie condizioni se mi ha bloccato subito mentre tentavo di confessare la mia indigenza, caricandomi di peso in macchina per poi mollarmi davanti a casa senza nemmeno prendermi a calci in culo. Ho ancora la patente, la macchina, il lavoro e la consapevolezza di dovermi sbronzare sempre a piedi d'ora in poi.
