NEW JOB
Lavoro in questa scuola per pseudo dissociati sociali da quasi un mese. Mi sono innamorato di questi ragazzi, gran parte senza futuro, senza famiglia, che vivono rinchiusi in quattro mura e crescono malinconicamente rassegnati a un' esistenza malinconica, i pugni serrati dalla rabbia, le menti aperte alla noia e chiuse alla normale e dovuta gioia adolescenziale.Ieri stavo parlando con mio padre davanti all'ingresso, timbravo alle tre,si discuteva di guarnizioni di testa e calotte dello spinterogeno, il cofano della mia panda aperto, un rebus, butto l'occhio a destra dieci secondi e vedo quattro dei miei, alti una spanna, che trasportano a fatica un grosso televisore preistorico.Sbuffano con la lingua penzoloni.Ricordo solo il nome di quello più basso, Hassan, un rompicoglioni che non vuole mai dormire, con una faccia da culo tale che è impossibile, da parte mia, rimproverargli alcunchè. Sono marocchini, non hanno radio in camera, nessun divudì, passano ogni domenica alla discarica a cercare qualcosa che possa funzionare, anche solo un po', a righine, di solito non combinano un cazzo e gli tocca ricominciare la settimana successviva. Litigano per dieci secondi in più o in meno di navigazione internet, hanno sempre fame, fumano in camera, spaccano gli estintori, allagano i corridoi, rubano quello che possono, scappano di notte da qualche fidanzatina con il bacio pronto, soffrono la mancanza dei loro genitori, della loro libertà. Quanto mi somigliano, non riesco mai ad incazzarmi tanto che, spesso, mi faccio tenerezza da solo. Ogni volta che mi chiedono se ci sono io la notte non capisco mai se è perchè mi vogliono bene o perchè sono quello che riescono a prendere per il culo con meno fatica, propendo per la seconda ipotesi, è quella più verosimile. Intanto loro mi guardano e ridono. Buon natale.
