QUALSIASI COSA PASSA PER LA MIA TESTA PASSA PER LA TESTA DI TUTTI,TELEPATIA?
L'ingresso nel padiglione centrale della discoteca " Pintus" è stato veemente. Giorgio elemosinava centesimi davanti al parcheggio insultando chiunque gli si rivolgesse con toni pietistici, la sua tricoprotesi biondo canuta non funzionava affatto bene, pendeva a destra o sinistra a seconda della direzione del vento o dei coppini canzonatori che alcuni sciocchi ragazzini gli imponevano sogghignando. Carlo aveva rimorchiato la solita cinquantenne spanata vestita come Joey Tempest, leader maximo degli Europe, e chiedeva continuamente quanto sarebbe costata l'operazione " sex on the water", ma lei si rifiutava di mercanteggiare ostendando puri sentimenti amorosi dovuti a tre quarti di bottiglia di Southern Comfort. Arnaldo stava vomitando, si era beccato un virus minore di ceppo slavo e aveva deciso che l'unica cura giusta era ammazzarsi di grappa montenegrina easy living, riusciva a piastrare e insultare un parcheggiatore leghista contemporaneamente, i versi gutturali che emetteva, assolutamente incomprensibili per il volgo, venivano brillantemente afferrati dal lavoratore padano che, incurante dei conati del gobbo, lo devastava di calci in culo come se stesse giocando il derby Lumezzane - Albino leffe. Al termine delle inevitabili schermaglie iniziali decidiamo di palesarci all'uscio, dove un enorme buttafuori cocainomane faceva entrare solo uomini fashion e donne che la davano, noi eravamo assolutamente fuori luogo.L 'energumeno ci blocca tutti e quattro con un solo braccio scuotendo la testa disapprovante, Giorgio perde il parrucchino nella profonda pozzanghera antistante il red carpet, Carlo cerca tristemente di corrompere il portinaio con tre e euro e cinquantasette centesimi, Arni si accascia al suolo urlando "forfait", un inutile quanto stupido francesismo spiazzante che irretisce il già incazzato dipendente del "Pintus" il quale, furibondo, inizia a malmenare il redivivo toupè di Boston George scambiandolo per la sua testa. A quel punto, indignati, ce ne siamo andati, maledicendo tutto e tutti, decisi a non farci incastrare mai più da nessun tipo di ceghedaccio del cazzo. Abbiamo cenato con un tris di primi alla trattoria " la pentolaccia", sereni come bambini dentro a un negozio di giocattoli.
Scritto da:
maxpotter alle ore 19:32 |
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