QUALSIASI COSA PASSA PER LA MIA TESTA PASSA PER LA TESTA DI TUTTI,TELEPATIA?
mercoledì, aprile 30, 2008
Merlo, non succede, non passa, non circola, fammi volare, fammi vedere, dall'alto suona e sfricchia sulle picchiate sghimberland, senti il rumore delle parole, merlo, sono lettere che arrivano una dopo l'altra e creano dolore, creano speranze, strippami un urlo rauco, merlo, con o senza di te plano emozionato sull'acqua fresca che di notte scorre lungo i viali, verso la luna, con te, sborlotto troppo basso e scruscio i rami di un salice stinto di verde, con te e con te merlo, rubo un bacio veloce flesserman senza che lei nemmeno se ne accorga, con te merlo,con te e con te, mi fermo stanco e strabuzzito dal colore del cielo che racchiude infiniti momenti di quello che sono diventato,la sento ancora, merlo, splinnare non troppo lontano da me, puicco fiacco gli occhi cervone, non spengo il sorriso, tengo le ali spalancate.
Scritto da: maxpotter alle ore 17:45 | link | commenti (4) | categoria:
martedì, aprile 29, 2008
L'ingresso nel padiglione centrale della discoteca " Pintus" è stato veemente. Giorgio elemosinava centesimi davanti al parcheggio insultando chiunque gli si rivolgesse con toni pietistici, la sua tricoprotesi biondo canuta non funzionava affatto bene, pendeva a destra o sinistra a seconda della direzione del vento o dei coppini canzonatori che alcuni sciocchi ragazzini gli imponevano sogghignando. Carlo aveva rimorchiato la solita cinquantenne spanata vestita come Joey Tempest, leader maximo degli Europe, e chiedeva continuamente quanto sarebbe costata l'operazione " sex on the water", ma lei si rifiutava di mercanteggiare ostendando puri sentimenti amorosi dovuti a tre quarti di bottiglia di Southern Comfort. Arnaldo stava vomitando, si era beccato un virus minore di ceppo slavo e aveva deciso che l'unica cura giusta era ammazzarsi di grappa montenegrina easy living, riusciva a piastrare e insultare un parcheggiatore leghista contemporaneamente, i versi gutturali che emetteva, assolutamente incomprensibili per il volgo, venivano brillantemente afferrati dal lavoratore padano che, incurante dei conati del gobbo, lo devastava di calci in culo come se stesse giocando il derby Lumezzane - Albino leffe. Al termine delle inevitabili schermaglie iniziali decidiamo di palesarci all'uscio, dove un enorme buttafuori cocainomane faceva entrare solo uomini fashion e donne che la davano, noi eravamo assolutamente fuori luogo.L 'energumeno ci blocca tutti e quattro con un solo braccio scuotendo la testa disapprovante, Giorgio perde il parrucchino nella profonda pozzanghera antistante il red carpet, Carlo cerca tristemente di corrompere il portinaio con tre e euro e cinquantasette centesimi, Arni si accascia al suolo urlando "forfait", un inutile quanto stupido francesismo spiazzante che irretisce il già incazzato dipendente del "Pintus" il quale, furibondo, inizia a malmenare il redivivo toupè di Boston George scambiandolo per la sua testa. A quel punto, indignati, ce ne siamo andati, maledicendo tutto e tutti, decisi a non farci incastrare mai più da nessun tipo di ceghedaccio del cazzo. Abbiamo cenato con un tris di primi alla trattoria " la pentolaccia", sereni come bambini dentro a un negozio di giocattoli.
Scritto da: maxpotter alle ore 19:32 | link | commenti (3) | categoria:
lunedì, aprile 28, 2008
Ne ho viste due di stelle cadenti l'altra notte, due volte ho pensato a te mentre eri accovacciata a ridere dei miei racconti, il tempo andava avanti come fa sempre quando non dovrebbe, avido di secondi, il battito tachicardico aumentava sfarfalleggiante incurante del cancello che ci divideva da quel pezzo di mare riempito dai nostri pensieri e da moltitudini di sogni gabbianeggianti , non sono riuscito a portarti dove volevo, non c'era verso di far alzare in volo l'astronave che ho messo a punto negli anni aspettando che arrivassi tu, che hai tolto la rabbia che mi esplodeva nel petto e l'hai tramutata in dolcezza, si stava meglio a terra, con quella luna strana, con quel tremolio freddoloso che mi permetteva di stringerti annusando i tuoi capelli boccolanti, semplicemente felice di essere sopravvissuto al passato, di essere lì con te. Dall'alto, mi ha detto chi ci ha guardati mentre volava in cerca di luce, si intuivano due corpi distesti, dentro un'anima sola.
Scritto da: maxpotter alle ore 22:10 | link | commenti (6) | categoria:
giovedì, aprile 24, 2008
Tratto dal "Diario di un anziano segaiolo affranto", autore onanista anonimo. "Pensate realmente che sia facile vivere un' esistenza di depravazioni? Con i denti marci e senza i soldi per il dentista, perchè in realtà i depravati,tutti i depravati,nascono e sopravvivono in condizioni miserrime d'indigenza pugno chiuso e pisello in mano. Credete sia semplice appostarsi agli angoli delle strade, con l'alito puzzone a causa dei denti,a spiare le coppiette limonanti,additati e apostrofati "via tu depravato",ogni giorno,ogni santissimo giorno,"via tu depravato",una cazzosissima nenia,e scappare prima che arrivino i caramba,con la bava agli angoli della bocca e la mazza nella mano destra mentre la sinistra tira su la lampo, e urlare di dolore per gli squarci ai gioielli, cazzo ho preso una buca,e i caramba,e le coppiette,e "via tu depravato", sciupando istanti noir dentro allucinanti videoteche a domandare film hard trans bondage lesbo e chiedere di pagare un po' alla volta perchè non ci sono i pippi e il noleggiatore urla "via tu depravato" qui abbiamo solo film softcore e tutti i clienti ti indicano e urlano uccidiamo il depravato con la bava agli angoli della bocca e l'alito puzzone e i vestiti lerci strappati per le fughe dagli angoli delle strade e le cadute e i parchi e i cespugli e la gente che ansima e io che smanetto e poi mi beccano sempre e corrono tutti corrono corrono corrono corrono,vita aerobica di merda." Dopo attenta lettura, commosso, chiedo scusa a quel giovane voyeur che, il quattordici luglio millenovecentottantasette, alle tre di pomeriggio, nei pressi di un anfratto boscoso del Collio sloveno, è stato preso a calci in culo e inseguito fino a valle al grido di " non è periodo di funghi".
Scritto da: maxpotter alle ore 17:33 | link | commenti (6) | categoria:
mercoledì, aprile 16, 2008
Quando facevamo gli stronzi extraparlamentari di sinistra con lotta continua sotto il braccio, e si andava a rubare la cancelleria all'upim per rivenderla a scuola, e a un coglione più vecchio che suonava il basso una signora settantennte e missina ha spaccato un vaso di fiori sulla testa, ecco, lì ci si sentiva vivi. Era un geranio. I fasci erano pochi ma meglio organizzati, menavano come animali e un paio di volte ho temuto che non ci saremmo più potuti offrire un cannone in compagnia.Io stavo sempre con il Tin, quasi due metri e centoventi chili, uno che dopo le lezioni lavorava nei campi fino a notte, con una forza della madonna e la faccia da maiale. Era la mia guardia del corpo, stravedeva per me e io gli facevo fare qualsiasi cazzata e lui non mollava, fedele e leale e assolutamente stupido, un'autentica polizza contro gli infortuni. Dicevo, i fasci erano pochi e non eravamo più nel sessantotto,solo che noi pensavamo ad altro, loro erano determinati, coesi, cazzuti, noi per lo più drogati, dediti alle bevande alcoliche, teneramente innamorati della patonza, a parte Tin, che non trombava mai, per questo si dedicava anima e corpo alla politica di lotta. Il compagno Franco, che a sedici anni faceva il muratore da venti, organizzò un mezzo treno speciale per una manifestazione con i sindacati, a Bari. Tutto gratis, siamo arrivati e i compagni della cigielle distribuivano panini e birrette, erano le tre di mattina alla stazione di Gorizia, noi eravamo in quattro, baldanzosi e sorridenti, ci hanno piazzato in uno scompartimento con dei triestini fattoni che hanno fumato per tutta la notte e con loro, noi. Girava voce che , laggiù, oltre ai celerini, ci fossero moltitudini di neri ad aspettarci per randellarci, non me ne fregava un cazzo, c'era il Tin con me. Dopo non aver praticamente chiuso occhio, euforici per il solito ladrocinio di gadget ferroviari , siamo scesi in puglia animati dal sacro fuoco, incazzati come cimici in preda a una tempesta ormonale.Riusciamo a defilarci dal gruppone e a sparire verso Bari vecchia. Sembrava di essere a una sfilata di Versace, Scotch non capiva una mazza e indicava bionde e more, una si mette a ridere per un decimo di secondo e noi la trasciniamo ovunque nel giro sbevazzatorio che ci eravamo imposti prima del lancio dei cubetti di porfido. Questa aveva una trentina di amiche, eravamo circondati, perfino il Tin trova delle spasimanti nient'affatto male,diventando, quindi, inservibile per la successiva battaglia di piazza. Alla terza sambuca, pervasi dal senso si colpa, salutiamo l'allegra sarabanda e ci mettiamo in cerca degli incidenti. Persi.Siamo finiti allo stadio san Nicola che accoglieva, all'epoca, decine di migliaia di albanesi, la caritas, viste le nostre condizioni, ci ha rifocillato con una pasta al ragù e alcune bottiglie d'acqua, in lontananza le sirene della polizia, non c'erano cazzi, siamo tornati in stazione, ci hanno perquisiti e siamo saliti sul treno. I fasci erano pochi, noi abbiamo dormito fino a Padova.
Scritto da: maxpotter alle ore 21:47 | link | commenti (7) | categoria:
martedì, aprile 15, 2008
Non mi sento più le dita, crà crà, e mi tuffo nei ricordi belli, li piego dentro ai pugnetti chiusi e verdognoli, crà crà. Ho bisogno di un bacio sul cuore e di strofinare il mio viso sui tuoi riccioli biondi, non volevo farti fuggire quando ho detto che ti amo, volevo solo dirti che ti amo, non lo dico più, non lo faccio più, ora voglio condividere il presente, quello che c'è, quello che mi dai, non mi importa affatto di quello che fai quando non ti guardo, sono arrivato per dare a te la mia tenerezza, la mia comprensione, non potrei mai soffocarti, non potrei mai chiedere cose che non riusciresti a darmi, so chi sei quando sei con me e sei come me,adesso talmente bella che il senso della tua mancanza scopre emozioni che non sapevo di tenere dentro ai miei occhi difficili da guardare, ma tu lo sapevi fare,dopo così poco tempo , leggevi i miei sorrisi e ti perdevi nelle mie parole, che ora sono crà crà, i miei abbracci saranno per te, conosco la tua sofferenza, ti prenderò la mano quando lo vorrai, quando sarà troppo per te anche respirare, e ci sarò, quando avrai paura di vivere, forse dall'altra parte del mare, però mi vedrai , con il braccio alzato a chiamare il tuo nome, e saprai che anche i miei silenzi sono per te.Crà.
Scritto da: maxpotter alle ore 22:50 | link | commenti (14) | categoria:
lunedì, aprile 14, 2008
Lo trovavo spesso nei cessi durante l'ora di chimica, si fumava un po' d'erba, lui amava Bukowski, io Calvino , però mi piaceva. Qualche volta ci siamo sbronzati assieme, parlava poco ma era intelligente, sensibile, non era difficile capire che prima o poi gli sarebbe successo qualcosa, che prima o poi la sua fragilità avrebbe preso il sopravvento e che il cervello non sarebbe più tornato indietro da qualche viaggio acido. Accadde una mattina davanti a un caffè nel bar più snob del centro storico, aveva caldo e si spogliò, quasi del tutto, lo accompagnai al centro di sanità mentale in macchina,il primo di centinaia di altri viaggi ,l'unico che ricordi la mia presenza. Era d'autunno, mi pare, qualche anno dopo, mi fermò alla stazione e non lo riconobbi per dieci minuti, rincoglionito com'era da tonnellate di psicofarmaci e gonfio come Oliver Hardy, mi disse di Pan e dei folletti, mi chiese di andare quella notte con lui, io ci andai. L'ingresso dell' ex ospedale psichiatrico metteva tristezza, lui scese dalla finestra del primo piano che sembrava un bradipo, lo trascinai verso la mia Renault 4 ma lui mi bloccò il braccio, bisognava visitare la cucina per rubare il latte da portare nei boschi, un furto da idioti, ma sapevo che niente avrebbe fatto cambiare idea a quel cazzone. Mi feci male alla mano rompendo il vetro, lui rise senza denti, pretese di farsi un caffè mentre sentivo passi ovunque, e infatti ci beccarono,io, lui, un litro di latte per i folletti, uno per mia nonna già che c'ero. L'infermiere era vecchio, stanco e ciccione, rinunciò all'inseguimento e non riuscì nemmeno a prendere il numero di targa. Mi ero portato dietro "Obscured by Clouds" dei Pink Floyd perchè sapevo che sarebbe stato contento e non avrebbe rotto i coglioni, e con il mangianastri in piena crisi wow and flutter l'atmosfera psichedelica assunse toni epici spegnendo le bestemmie e i vaffanculo al manicomio. Un'ora dopo eravamo al buio, dentro al bosco Romagno,distesi accanto a un cespuglio, lui si incazzava perchè io fumavo, dovevo stare zitto e aspettare che quegli stronzi di folletti arrivassero a prenedere quel cartone torvis piantato a dieci metri da noi.L'unica cosa alcolica che avevo trovato a casa era una bottiglia di crema marsala, lui era talmente concentrato che non si accorse più di me e del fatto che mi stessi ubriacando di quella roba dolciastra, poi un fruscio e le sue parole addosso al niente, e mi sembrava di sentire delle voci, e mi addormentai. E mi svegliai da solo che c'era la luce, e la mia macchina era sparita, e camminai per chilometri fino a quando un contadino non mi accompagnò a casa, e c'era il maresciallo dei carabinieri sulla porta che parlava con mia nonna che piangeva, e mi disse che ero un cretino, e gli chiesi dov'era Leo, e lui non mi rispose,e non disse più nulla, e se ne andò.
Scritto da: maxpotter alle ore 15:46 | link | commenti (11) | categoria:
sabato, aprile 12, 2008
Ho la testa pesante, stanotte parlare è stato più difficile del solito, cinquanta sigarette, almeno, e cinquanta bicchieri vuoti e cinquanta pisciate e cinquanta volte "cazzo". La voce roca dell'architetto che dice di Kant mi costa quattro birre che fanno schifo, saluto volentieri un compagno che distribuisce manifestini e lo sento vicino come se fosse mio padre,io che non ho mai avuto un padre.Esco per scoparmi la città,lei lo sente, umida e bagnata, che ha voglia di me,che ha voglia di tutti, la puttana, e non mi faccio pregare e spingo forte, spingo per tutta la notte. E' quasi bella quando arriva Spagna, e la vedo ballare con lui che porta due martini in mano. Devono essere state le due quando Rex mi ha confidato che la vita è una merda mentre ascoltavo il maestro Robert Zimmermann e la sua teoria sul vento, e ho continuato a spingere forte, e la Ba se n'era già andata a casa a sognare di fare l'amore con Lenny Kravitz, Jenny si era stancata di rompermi i coglioni con i suoi messaggi ai quali non rispondo mai e aveva cominciato a toccarsi per poi raccontarmelo,come fa dalle superiori. Leo, cazzo, stavo bene con te, ti facevo ridere e tu cantavi , le nostre sbronze radical chic ,e le donne,le nostre donne, quelle che si indignavano per come eravamo ma intanto ci toccavano il culo di nascosto,tu danzavi,eri il sole quando lo facevi, quante volte sono stato bene con te e quanto mi sei mancato questa notte merdosa che pioveva e ti pensavo e se fossi stato al mio fianco avresti parlato del senso delle cose che portavi nel cuore, con quel tuo odore da armadio vecchio, mi hai lasciato seduto in piazza da solo, bastardo, avevo bisogno di te, di un tuo abbraccio, e ho smesso di spingere, e ti ho suonato un pezzo al piano alle cinque del mattino che sono venuti a battere alla porta i vicini, e li ho mandati a fare in culo perchè non volevo più piangere per te.
Scritto da: maxpotter alle ore 19:10 | link | commenti (8) | categoria:
venerdì, aprile 11, 2008
Si inaugura oggi una rubrica che avrà cadenza secolare, "maxpotter risponde". Ciò è dovuto alla quantità stratosferica di mail e pvt con le quali, giornalmente, i milioni di lettori di questo blog invadono la mia sfera privata. Lo staff del Teatro Invisibile, che ringrazio, ha selezionato le comunicazioni più importanti e meritevoli di risposta. @topolina 78 - ci credo che il tuo ragazzo ti ha lasciata, sembri una pantegana con il rimmel. @brown sugar - al contrario dei tuoi genitori, non credo affatto che smettere con l'eroina possa essere una soluzione, hai già tanti problemi. @lando 70 - Credi che tua moglie ti tradisca? Lo so, me l'ha detto. Nel caso, perdonala. @aquila della notte - tu non sei solo stupido, sei il più stupido di tutti. @scout gay 80 - assolutamente, non voglio diventare tuo amico su facebook. @vacca indù 83 - i miei sentimenti non sono mutati dopo stanotte, io ci sono e ci sarò indipendentemente dal ruolo che tu vorrai assegnarmi e fino a quando me ne darai la possibilità. Non voglio che tu abbia più paura, conta su di me, sempre.Spero di vederti presto e di più, dobbiamo fare un sacco di cose insieme. Ti abbraccio, un abbraccio dei nostri. @pulcino2008 - no, andare con le puttane senza preservativo non è pericoloso, idiota, l'aids è solo una leggenda metropolitana. @il petomane - guardarti con l'accendino in mano mi angoscia. @solitario41 - non credo che l'onanismo senile sia deviante, in fondo non sei tanto vecchio, prova a chiedere al tuo geriatra. @carlabella - ma sei stronza? sesso con la web cam? non so nemmeno cosa sia una web cam, viene prodotta dalla durex? @cicciociccio - sei una testa di cazzo. @andy usa - oh yeahh. @innamorata cronica - non serve una rinoplastica, e nemmeno l'impianto mammario al silicone cambierebbe le cose, sei stata sfortunata, accettalo, la vita è bella comunque, e poi, che cazzo ne so, apri un convento.Coraggio. Mi scuso con tutti coloro ai quali non ho potuto rispondere, in particolar modo Andy the spammer,the leggend lives on.
Scritto da: maxpotter alle ore 16:43 | link | commenti (1) | categoria:
giovedì, aprile 10, 2008
Sulle strisce pedonali,arriva il solito coglione con il suv che ha fretta, suona, gli sorrido, suona suona, mi fermo e gli mostro la lingua, suona suona suona , lo mando affanculo, scende. Allora, le cose stanno così, le persone in macchina, quando io sono a piedi, mi stanno sul cazzo, le persone a piedi, quando io sono in macchina, mi stanno sul cazzo,i suv mi stanno sul cazzo,quelli che guidano i suv mi stanno sul cazzo, i pelati lampadati fighi fighi che scendono urlando pezzo di merda dai suv in pieno centro mi stanno sul cazzo. In un altro momento gli sarei saltato addosso, invece l'ho guardato senza pensare a niente, tutto questo mentre una piccola folla si stava radunando sul marciapiede ad osservare, qualche anziano, qualche studentello dello stellini dei miei coglioni, una coppietta che limonava, li smicciavo girando la testa ogni tanto mentre lo stronzo mi urlava nelle orecchie sputacchiandomi addosso, e mi è venuto da ridere, e lui ha smesso di urlare, e mi ha tirato una quaglia pazzesca. Ma il punto non è questo, è un altro. Avrei anche potuto andarmene, ma non potevo, c'era un pubblico, e un pubblico non va deluso, mai. Pensavo come si sarebbe comportato Fonzie in una situazione del genere e ho concluso che a Fonzie nessuno aveva mai dato una sberla, però a me si. Ho ancora negli occhi lo sguardo di una suora che stava li a fissarmi, le ho sorriso e ho pensato " ma si, vaffanculo", e ho colpito con più forza che potevo. Ho nella borsa il regalo per Gianmatteo, ho il raffreddore,ho il cappuccio in testa ma vorrei un mantello da far svolazzare, ho il passo svanito di un rincoglionito romantico , ho la nausea per la politica in generale e voterò sinistra critica, se voterò, e questo pirla del suv, poi, non era nemmeno tanto male, anche se il caffè , al bar, ho dovuto pagarlo io, non aveva spicci.Un saluto affettuoso alla novantenne sorel Rosermana, del convento san Pio IX, che, nonostante una trentina di bestemmie feroci, ha avuto pietà di me aiutandomi ad alzarmi dal viscido asfalto udinese.
Scritto da: maxpotter alle ore 17:49 | link | commenti (9) | categoria:
mercoledì, aprile 09, 2008
Ti porterò laggiù, quando tornerai, sul mare, dove si vede l'America, dove ho abbracciato Saramago e Pavese,dove la luna tiene gli occhi chiusi,e laggiù, un giorno, le parole non si arrenderanno e diranno, l'interezza del palmo del mio animo sfiorerà il tuo essere giunto dal cielo di un altro pianeta, le onde andranno a comando e detteranno il cammino oltre i ricordi, il tuo viso bello sarà un punto al centro del tempo e la tua guancia accarezzerà la mia spalla, le nostre mani incollate cercheranno l'aria della notte che si fermerà per guardarci, e laggiù, ora, rimango, con la semplice voglia di te.
Scritto da: maxpotter alle ore 19:11 | link | commenti (15) | categoria:
lunedì, aprile 07, 2008
Le mie parole, in questi ultimi giorni, hanno un valore diverso, escono inaspettatamente sincere, si mescolano alla felicità, si struggono nella mancanza. La rana Potter aspetta e pensa, gracida giusto quel che serve per ordinare un caffè, fuma, ride, ricorda, immagina, sogna girasoli e capelli al vento, corre naso per aria e , più spesso, si ferma. C'è della musica tutt'intorno, suona di momenti intensi dentro una lamiera grigia piena di luce, c'è del coraggio dentro un cuore appena toccato dalla bellezza di uno spirito affine, si percepisce mentre sussurra di non temere il silenzio, il tempo , la passione. La rana Potter tocca le cose e le cose non si rompono più, non chiede nulla, o forse solo di saltellare un'altra volta sopra un ponte, un dono inaspettato, cercato, voluto. Non tutti gli abbracci sono uguali, non tutte le carezze, non tutti gli sguardi, esistono emozioni uniche e persone uniche che si incontrano, poi sia quel che sia. La rana Potter lo sa, l'ha capito, e se ne compiace.
Scritto da: maxpotter alle ore 20:06 | link | commenti (9) | categoria:
Sono stato contattato per la mia prima particina da contropene, lo steep iniziale che mi scartavetrerà dall'anonimato e mi catapulterà verso una gloriosa e fulgida carriera da pornostar. La sveglia è suonata prestissimo, alle undici e trenta,quindi colazione alla Balboa con sei uova crude, forse scadute,e reazione fisica paramilitare. Nel primo pomeriggio mi sono fatto trovare sul set puntuale come una puntata di uomini e donne, emozionato a guisa del primo giorno di scuola che, tra l'altro, non ricordo. La responsabile del casting, un'avvenente americana di nome Darla, mi ha fatto accomodare nel camerino, un cesso con un asse sulla turca e uno specchio rotto sopra il lavandino arrugginito. Il protagonista che dovevo contropenare era, nientepopodimenochè, Raul Sciabolado, un nano ex mattatore del circo Barnum, dove era caduto in disgrazia per il furto di alcuni panini con le sardine, ma che si era costruito, successivamente, una solida carriera nel mondo hard in virtù di misure genitali poco ortodosse e di una resistenza fisica fuori dal comune. Soprannominato "la trivella della pampa", Raul ostentava disprezzo per noi contropeni impartendo ordini secchi a destra e a manca, rompendo i coglioni a tutti e accattivandosi le antipatie di ogni membro della troupe, sarte lesbiche comprese. Io ero la riserva della riserva della riserva,per questo mi sono accomodato in panchina a bordo letto,pronto ad intervenire in qualsiasi momento, in compagnia di alcuni fumetti stimolanti quali " il montatore" e "corna vissute". D'un tratto, introdotta da un pezzo dei Porno for Pyros, fa il suo ingresso in sala Anka Slobodan, "la tritanerchie di Canal", mitica vamp dell'eros est europeo, , un puttanone old style assolutamente super fashion, gentile, affabile e con un retrogusto di alitosi indecente.Subito dopo il ciak il primo contropene, uno studente in biologia di Maron di Brugnera, parte veemente e ansimante gettandosi addosso ad Anka che lo accoglie con la sua sesta misura. La sua prestazione maiuscola, sette e mezzo nel pagellone post coitum del regista, rende inutile qualsiasi intervento delle riserve,la scena si conlcude dopo sette minuti con un gran finale tuonante del nano argentino. Per merenda pizza al taglio con le acciughe.La mia serietà ha fatto colpo sul produttore che si metterà nuovamente in contatto con me la prossima settimana,pare che lo studente di Maron abbia un esame e quindi potrei essere promosso.Con i sessantacinque euro del compenso, pagati cash, mi sono comprato un vestito gessato all' H&M, mi sta da dio.
Scritto da: maxpotter alle ore 19:07 | link | commenti (6) | categoria:
giovedì, aprile 03, 2008
Hai addolcito in una notte i tratti di un figlio di puttana, sei sparita senza luce mentre io non volevo, ti seguivo con lo sguardo emozionato come se sapessi di te da sempre, con le dita sul collo per sentire i battiti veloci, come avevi fatto tu,che fai lunghi discorsi con gli occhi che non smetterei mai di ascoltare, che accosti la tua fronte alla mia per farmi leggere i tuoi pensieri, che pesi le parole per impregnarle di significato, e io penso di capire, e di portarti oltre le tue angoscie, smuovendo i tuoi sorrisi con i miei. Il silenzio che ti regalo ora non è nient'altro che un modo per dirti che mi manchi, e aspetto, aspetto di sentire i tuoi passi accanto alle mie scarpe da tennis, aspetto di profumare di te, aspetto di sentirmi dire Max.
Scritto da: maxpotter alle ore 17:09 | link | commenti (19) | categoria:
martedì, aprile 01, 2008
Ho trovato lavoro, come pornostar. Non è stato così difficile, tra l'altro ero anche raccomandato. L'iter da seguire è semplice, basta presentarsi all'ufficio interinale hard sex men at work, è vicino a via Vittorio Veneto, in centro, entrare, chiedere della signora Amelia, una cinquantenne ex groupie con le tette rifatte, esibire carta d'identità, codice fiscale, l'ultimo valore delle transaminasi e calarsi i jeans a vita bassa evidenziando il pacco. Preso. Mi sono messo a piangere perchè lo stipendio è di sessantacinque euro a botta, tasse incluse, anche se devi garantire due performances al giorno per tre settimane al mese. I pasti sono inclusi. Abbiamo avuto una piccola discussione sul nome d'arte, lei insisteva per Phil Gremese the Withe Stallion, a me, invece, sarebbe piaciuto più semplicemente The Armagedeon, alla fine la cosa è passata in secondo piano, perchè il lavoro del debuttante è diverso da quello dell'attore vero e proprio. Infatti, all'inizio, il tuo ruolo è quello di contropene del protagonista, nel senso che fai tutto il lavoro sporco, quello di spinta, per intenderci, poi arriva, che ne so, Sam Trivella, star della serata, che concede al pubblico l'atto finale e viene inquadrato in faccia nell'istante dello spurgo. Solo in un secondo momento, dopo tre anni di corsi tantra intensivi pagati dalla dirigenza della hard sex men at work , si può aspirare a qualche ruolo da leader in amene produzioni ungheresi a basso costo. L'allenamento quotidiano della pronostar consiste nell'ascolto ininterrotto di gimme shelter degli Stones con pelvica e passo del gallo, la risoluzione di alcuni rebus della settimana enigmistica per aiutare la concentrazione, aereosol alla patta smutandata per donare elasticità e per evitare smagliature ed eventuali inestetismi. Lo so, diventerò l'idolo dei segaioli ultrà della destra tagliamento, e questo mi riempie d'orgoglio.
Scritto da: maxpotter alle ore 22:25 | link | commenti (12) | categoria:
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