QUALSIASI COSA PASSA PER LA MIA TESTA PASSA PER LA TESTA DI TUTTI,TELEPATIA?
lunedì, settembre 17, 2007
E sono rimasti in due, quando tutta la gente che c'era è andata via. Lui e una bottiglia di vino rosso, vuota. Dopo pochi minuti è arrivata lei,stappata di fresco , dolce appagamento di un dolore atavico immancabilmente presente. Dev'essere la vita che sfugge, pensava lei, e tutta una merda tutt'in giro in giro, sussurrava lui al tappo. Le spalle si inspessivano sotto il collo che sosteneva la testa pendente, le lacrime farfugliavano sbofonchi dentro qualche risata tristmente vivace, i pensieri reali erano fuggiti due ore prima assieme al buon senso e a un piccolo pezzo di sofferenza, il cuore sbatte più veloce di quel che deve e le camel blu finiscono troppo rapidamente, è andare contro, contro quel che si è , non ci si abitua mai a vivere, sapere che prima o poi tutto questo finirà solleva quel che rimane della coscienza, io e lei, da soli, il tavolo sporco di avanzi e qualche parola dolce che sfugge a ogni brindisi, le gambe reggono quel che possono, come le braccia, come il cervello, come la voglia di sparire, di pagare, di smettere di pensare, di penare, ancora una, piano piano, a farci compagnia, siamo in quattro, due vuote, una piena, io , così diversi, così uguali.
Scritto da: maxpotter alle ore 14:48 | link | commenti (13) | categoria:
mercoledì, settembre 12, 2007
Era ovvio che per uscire indenni dall'atroce piano di battaglia messo a punto dal Maggiore bisognasse rivolgersi a professionisti della mala. Il Grego aveva pontificato degli intrallazzi delinquenziali con tale Jojò, genio del male della banda del Tender, che cazzo voglia dire non lo so. Il Potter, nota puttana, si immischiava bellamente degli affari del Tenente sperando in una ricompensa in natura che tardava ad arrivare, il Lungo si stava occupando dei vari sopralluoghi di fronte alla banca che si intendeva rapinare. Lui è un ingegnere e quindi sa. Si esponeva collaudando strade attigue millantando l'effettuazione di calcoli mnemonici complicatissimi inerpicandosi, contemporaneamente, in rischiose e alquanto penose esibizioni depistanti a ogni passaggio della locale pattuglia dei caramba. Giorgio mi chiamò e mi disse che secondo lui erano cazzi. Non credo di aver mai capito il vero motivo di tutta questa coglionata, eravamo tutti consapevoli della nostra dabbenaggine e della stoltezza intrinseca alle nostri menti da ex segaioli, ma c'è sempre qualche missione suprema nella quale volevamo coinvolgere i nostri spiriti rivoluzionari e arditi. Il Lungo fece irruzione nella filiale cinque del Credito Calamaro la notte tra il venti e il ventuno agosto duemilasette, dopo aver rifiutato di fare il palo e dopo aver scavato un tunnel di sessantaquattro metri che era sfociato nelle cantine del bar Acli. Aveva la febbre, trentasei e nove. Al suo fianco tutti gli intrepidi, tranne Giorgio, rimasto a casa della zia a guardare una replica di centovetrine, e il tenente, impegnata a sovraintendere alla flebo del levriero anorssico di Galanda. Tutto stava per compiersi.
Scritto da: maxpotter alle ore 13:28 | link | commenti (4) | categoria:
giovedì, settembre 06, 2007
" Uh ",sentenziò il Lungo prima di alzarsi sbattendo violentemente la testa contro il sottotetto del salotto del Talpa. Non si capiva bene se doveva far pipì o tornare a casa dal papà, non si capiva bene nemmeno perchè fosse lì, "perchè lui è un palo professionista con i controcoglioni", sentenziò Spagna, e fummo tutti d'accordo.In quell'istante il volto del Catalano si modificò, impercettibilmente e per qualche millesimo di secondo, in qualcosa di non umano, un brivido di compiaciuto terrore scosse i presenti, poi solo silenzio. Adesso io non so, detto tra noi, per quale cazzo di motivo ci fossimo riuniti a pianificare 'sta rapina che, si sapeva, sarebbe finita in un bagno di sangue o di merda, ma dall'entusiasmo e dalla fiducia iniziale si era passati, in un battibaleno, al negativismo malinconico pre autunnale. Se il Maggiore, genio del male, avesse commesso qualche errore, avrebbe pagato con il "veto supremo" e non avrebbe più potuto parlare delle grandi battaglie della storia mondiale con qualsivoglia figa nata sul pianeta terra. Il Talpa stappò una bottiglia di Franconia, nell'altra stanza il Tenente V consolava al telefono l'ex proprietaria del bar Galanda e il suo levriero anoressico mentre Giorgio scampanellava alla porta tirando giù catarri dovuti alla prima bronchitina di settembre. Mancava ancora qualcuno, ma era gente che scopava e che aveva una vita, sarebbero arrivati per tempo una volta assolti i loro momenti di appagamento sessuale. Il Lungo stava in piedi sotto la cappa dell'aspiratore senza dire una parola.
Scritto da: maxpotter alle ore 10:20 | link | commenti (10) | categoria:
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