QUALSIASI COSA PASSA PER LA MIA TESTA PASSA PER LA TESTA DI TUTTI,TELEPATIA?
mercoledì, novembre 29, 2006
Avrei dovuto scegliermi meglio gli amici, urlano e strepitano ma quando bisogna tirare fuori le palle per cercare di toccare una tetta diventano imbrazzanti entità impresentabili, incapaci perfino di rimorchiare donne al settimo gin tonic disponibili a farsi coprire da chiunque sia in grado di pronunciare comprensibilemente il suo nome. Il socratico, inutile maestro di sbronze intellettual danzanti, si spalma contro il bancone e di solito cade a terra scivolando con il gomito, rialzandosi non riesce mai a sfruttare l'allegria generata dal suo gesto, bestemmia spesso e si agita oltremisura ingrassando le sue ascelle di madido sudore pregeriatrico,cerca immediatamente il contatto pelvico vaginale postulando troiate esistenziali sul fatto che lui le donne le conosce bene, per questo le scopa e le manda a cagare.A memoria d'uomo nessuno può giurare sul fatto che non abbia trombato a pagamento. Il maggiore le Gregoire irrompe dentro a conciliaboli femminili millantando falsi dottorati e quozienti intellettivi superiori a duecento, ride istericamente da solo alle sue battute e vieta a chiunque di guardare le ragazze che lui ha notato per primo, cioè tutte, si spacca il cazzo con facilità irrisoria e dopo cinque minuti chiede, come i bambini dell'asilo, di essere riaccompagnato alla macchina parcheggiata all'auditorium. Il lungo catalano si ingobbisce perchè appunto lungo e catalano, si infervora tarantolato lanciando sbadigli ippopotamocheschi da far paura a uno zombie, trascina le gambe pigramente e quando si rompe i coglioni si esprime in lingua spagnola inframezzata da termini teutonici, vantandosi di possedere un corso di lingua tedesca in cd che ascolta in macchina a ogni spostamento. Giorgio, al contrario, avrebbe delle potenzialità, dimostra un minimo di coraggio, cerca subito di intenerire la sboldrona cinquantenne brandendo la pelata fosforescente che lo contraddisingue e chiamando a mano il cameriere che, purtoppo, o non lo vede, o lo odia, da quando, anni fa, gli ha tamponato la macchina con la sua uno fire grigia tentando poi una fuga lungo via mercatovecchio infrangendo la vetrina del negozio della morosa dello stesso barman dopo un dritto clamoroso causa asfalto viscido. Alla fine chiede, con molta dignità e onestà, se esiste un corrispettivo in danaro per garantirsi prestazioni sessuali di qualsiasi tipo che possano portarlo in qualche modo all'estasi. Io, normalmente, mi estraneo alcolicamente e non dico un cazzo, per questo sono in cura al sert.
Scritto da: maxpotter alle ore 14:38 | link | commenti (13) | categoria:
martedì, novembre 14, 2006
Sentito telefonicamente alle otto della sera il socratico può sembrare diverso da quello che è normalmente, cioè un depravato onanista guardone alcolizzato e sadomasochista. Si, ho detto tutto, ma questa volta,sorprendentemente,Carlo il filosofo annuncia solennemente la presenza di ben quattro fighe allucinanti all'annuale appuntamento conviviale con Cyrus Hill che, solo per poche ore, ha il permesso di resuscitare dal mondo al quale appartiene da un po'.Passa a prendermi, con la sua Uno fire, Giorgio, agghindato come un viveur parigino anni venti, profumato come una merda e con meno capelli del solito.Io mi porto dietro il Grego e un suo amico lungo catalano conosciuto con l'ironico appellattivo di "Beppe".In macchina nessuno ha il coraggio di fiatare, troppa l'emozione per un possibile contatto con esseri umani privi di pisello, chi trema, chi scorreggia, chi getta lo sguardo vitreo fuori dal finestrino alla ricerca di una qualche avventura mercenaria, come d'abitudine.Il cazzone occhialuto ci attende petulante e oltremodo ossequioso poco fuori dalla "taverna dell'angelo", al suo fianco una mora con due pere alzapicchio in lungo nero spacco e reggicalze al fulmicotone, pare un trans fino ai venti metri, poi, via via, si intuiscono i tristi contorni di una sessantenne brutta anche da giovane. Non è tutto, dietro la megera le sue amiche, forse reduci dalla cena di classe del trentasette, generose nell' esibire tette gratinate e sguardi languidi intortati da tre o quattro brugal cola.Il lungo catalano bestemmia in un italiano vivo, sorretto da una performance divinatoria del Grego, da un imporvviso rilascio intestinale di Giorgio e da un sonoro rutto all'amatriciana di un Potter inviperito.Si va lo stesso.Cyrus ci raggiunge assieme a un omone imbaccuccato che si presenta come Caronte, stranamente gioviale e simpatico.La conversazione langue mentre i cocci di birra sul tavolino aumentano esponenzialmente. Giorgio si avvicina con fare lascivo alla più brutta di tutte, Minnie, detta la pin up di via podgora, un autentico flash da necrologio,mi guarda implorante futuri perdoni e si concede con la lingua a paletta all'incredula reduce del rocky horror ante ventennio.Il Grego disserta convinto di soldatini atlantic, Beppe sbadiglia emettendo suoni gutturali, Cyrus e Caronte si congedano annoiati ammettendo un forte mal di testa.Si resta in nove, cinque uomini assatanati, quattro donne attempate che non speravano in niente di meglio dopo il rituale pellegrinaggio a Lourdes.Non aggiungo altro, troppa la vergogna.
Scritto da: maxpotter alle ore 10:58 | link | commenti (26) | categoria:
mercoledì, novembre 08, 2006
Dietro la grigia parvenza di un sentimento si nasconde l'odiosa demenza premestruale dell'abbandono per incapacità organizzativa. Vuol dire mesi, anni, secoli passati a rispondere sempre con il tono rassicurante di chi non sa assolutamente che pesci pigliare, lavoro? Non lo so , ho chiesto, ho fatto, mi dicono troppo vecchio, troppo giovane, troppo furbo, troppo brutto, troppo bello no, quello no, tuttavia ho telefonato e cercato, cazzo, le persone che lavorano sono straordinarie, anche se producono tappetini per cessi pare che in tutto l'universo non esista niente di più importante, e poi, dentro di te, inizia un processo di coinvolgimento inesistente con frasi estreme di autocompatimento, in fondo sarà solo per poco tempo, e poi il procedimento è interessante, bottone verde avanti, bottone rosso ferma e rifletti, e annuisci a ogni sospiro del tuo interlocutore che, al contrario, scuote la testa,e pensi e pensi, e quanti pochi capelli, come sarà sua moglie, gliela darà, non credo proprio con quell'alito, che macchina avrà, certo che sono disponibile anche a fare dei turni e poi questa è l'occasione che aspettavo da anni, un panettone a Natale, chi l'avrebbe mai detto, mai e poi mai, ma di che cazzo parla questo qui, non me ne frega un cazzo, e cazzo e cazzo e cazzo, ma se non accetto è finita, poi se ami ti mandano a cagare, poi sei un incapace, un fallimento totale, nessuna garanzia, una birra, un panino, un pompino, ma di che cazzo parla questo qui?
Scritto da: maxpotter alle ore 13:41 | link | commenti (6) | categoria:
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