QUALSIASI COSA PASSA PER LA MIA TESTA PASSA PER LA TESTA DI TUTTI,TELEPATIA?
venerdì, giugno 24, 2005

LA VERSIONE DI CARLO G. POETA SULLA MORTE DI CYRUS HILL

Pare che la notte della sua morte Cyrus Hill si trovasse in ospedale,strano per uno come lui,uno che odiava tutti i medici tranne uno,un suo amico d'infanzia,un cardiologo.

Pare che la notte della sua morte Cyrus Hill si sia addormentato beatamente verso le due,due e trenta del mattino,vestito.

Pare che la notte della sua morte Cyrus Hill stesse sognando e che parlasse nel sonno,almeno fino all'ingresso dell'infermiera di guardia,Mirna.

Pare che la notte della sua morte Cyrus Hill sia stato svegliato da un frastuono assordante,quello provocato dal fleboinciampo della bionda e formosa Mirna, detta Jessica la trita piselli,catapultata dalla foga del volo proprio sul letto ultramoderno del nostro canuto amico il quale,nient'affatto sorpreso dall'inaspettato dono del cielo,non ha potuto fare a meno di mettersi a ridere,sempre più forte,e ancora più forte,e di più,e ancora.

Pare che la notte della sua morte Cyrus Hill abbia sentito un fastidioso dolore al petto,proprio mentre stava ridendo,e che si sia coricato facendo finta di niente,e che si sia tolto gli occhiali spessi e che li abbia appoggiati sul comodino con fare gentile,e che non abbia suonato il campanello per paura di disturbare qualcuno,e che abbia chiuso gli occhi piano piano con in mente il dolce e giovane volto di Mirna,e che abbia immediatamente ripreso a sognare,e che non abbia ancora smesso,nemmeno ora,nemmeno in questo istante,e che lo farà per sempre.

Scritto da: maxpotter alle ore 19:30 | link | commenti (22) | categoria:
lunedì, giugno 20, 2005

CYRUS HILL

Non è stato granchè come funerale,almeno fino a quando Maurizio non ti ha gettato addosso una delle sue tipiche poesie ermetiche,io ero dall'altra parte,non so se mi hai visto perchè ero un po' defilato,ma sono rimasto fin quando non hanno coperto quasi tutto.Mi sono messo a parlare con il filosofo e ci siamo fatti quattro risate,gli ho raccontato che ti avevo visto martedì, che avevamo diviso un panino e che ti avevo detto che ti trovavo in splendida forma,perdonami la gaffe,non sapevo che saresti morto.C'erano tutte le tue donne,anche quella bionda logorroica,si è messa a parlare con Elena e non finiva più,ci ha scambiati per fidanzati.Qualche mio amico che ha fatto appena in tempo a conoscerti mi ha chiesto di salutarti.Mi è piaciuta la corona con su scritto "buon viaggio presidente", Marco mi ha detto che avevi il volto sereno,ti hanno tolto gli occhiali e ti hanno messo un completo blu,dovrò informarmi sulla cravatta,spero non abbiano cannato clamorosamente il colore.Il barzellettiere ha fatto lo stronzo,come sempre,nessuno si è stupito,ma almeno non ha urlato "froci",è già qualcosa.Non so dove siano andati gli altri dopo, io mi sono seduto sulla mia panchina nel parchetto,ti ho pensato un po',poi mi sono messo a sparare cazzate con la bionda e a sparlare delle mie passioni femminili.Verso le sei volevo provare a chiamarti sul cellulare,solo per sentirmi rispondere "this is Cyrus speaking",o per quella tua cazzo di segreteria che mi faceva sempre ridere come un pazzo,o così tanto per abituarmi all'idea che hai alzato i tacchi,con dignità,gentilmente,senza clamore,come sempre.

Scritto da: maxpotter alle ore 22:38 | link | commenti (17) | categoria:
mercoledì, giugno 08, 2005

I FIORI BLU

Un treno non è altro che un insieme di tante solitudini in viaggio verso la quotidianità.Una poltrona sopra un vagone che diventa casa per alcuni minuti,per alcune ore,una barriera ipotetica che si alza a contrastare tutte le altre, un battito sferragliante per creare il silenzio,un silenzio voluto,quasi implorato.E' bastato afferrare questo tascabile Einaudi,carezzarlo un po',annusarlo perfino,Raymond Queneau,e il muro crolla,e la ragazza allegra alla mia sinistra  dice "che bel libro", imbarazzato rispondo qualcosa tossicchiando,poi sorridendo,quasi stordito dalla sua bella voce calda,e  chiedo alla mia memoria se questi occhi verdi che ho davanti possano meritare lo spettaccolo avvilente offerto dal  mio corpo intimidito dalla pancetta e dagli anni,chiedo alla mia pompa extrasistolica se è possibile chiamare amore pochi istanti passati a cercare il mio stesso sguardo spaventato sul viso di chi invece ti osserva ammirata per quei fiori blu,quelli che hai involontariamente tirato fuori da una sacca verde,quelli che ti servivano per far passare  velocemente il tuo inutile tempo da pendolare triste, quelli che hanno riacceso il tuo romanticismo comatoso e ti hanno risucchiato dentro il calore di un rapporto umano,dei fiori,dei fiori blu,che non esistono,che non possono appassire.    

Scritto da: maxpotter alle ore 21:45 | link | commenti (26) | categoria:
mercoledì, giugno 01, 2005

 PITTORI

Ci sono due nuove reclute al teatro invisibile,due pittori,due pittori edili. Mi sono innamorato di loro cinque o sei giorni fa, da allora non smetto di osservarli ,spesso nascosto dietro a qualche cespuglio,altre volte fingendo di fumare davanti alla porta a vetri che delimita lo spazio entro al quale i due fenomeni prestano la loro opera.Se decidono di fare qualcosa svolgono le loro mansioni con una lentezza brillantemente e poeticamente esasperante  ma,  normalmente,  non fanno un cazzo. Quello che dovrebbe essere il capo, un tipo bassetto con la barba incolta, sta quasi sempre in piedi con il rullo in mano e parla da solo,spesso ride, il più delle volte sacramenta contro l'altro,il mio preferito, di nome Tullio, pancetta da bevitore e occhio da beone,cappellino da ciclista anni settanta, del tipo con il frontino di plastica della Del Tongo Colnago,un'età che varia a seconda del numero di bicchieri di rosso consumati, al mattino presto trent'anni, la sera sessanta e anche di più ! Tullio deve aver capito qualcosa della mia cottarella e ha preso a salutarmi zelante, io me lo mangio con gli occhi,specie quando rimesta il colore nel bidone, piano, un giro al minuto con un bastone sottilissimo e la mano libera a trastullare il pacco, incurante degli insulti del bassetto, libero da qualsiasi forma di servilismo padronale, suscita repentini momenti di commozione in chiunque si avvicini,impossibile non prostrarsi adoranti. Ogni mezz'ora fanno una pausa, vuoi per mangiare un panino e bere dal bottiglione,oppure per andare a comprare qualcosa e far così passare anche mezza giornata, di solito per urlarsi contro  in dialetto,  salvo poi  abbraciarsi , esausti, alla fine. Ogni volta che esce dall'ufficio il preside di facoltà ecco i  due prodi balzare sopra  enormi scale sporche di pittura agitando magnificamente e a velocità supersonica dei grossi pennelli saltati fuori chissà da dove, per poi, dopo pochi secondi, riprendere l'usuale modus operandi fancazzista che mi fa battere il cuore come un liceale. Ieri ho chiesto al capo se c'era la possibilità di lavorare con loro, sono stato rapidamente interrogato in bestemmiologia, in rutti e scorreggie, in degustazione vini a basso costo,in postura del piscione alcolista,più tardi mi daranno una risposta, spero che sia la volta buona.  

Scritto da: maxpotter alle ore 16:44 | link | commenti (25) | categoria:
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