SERATA DI POESIA
Mi tocca,sono troppo buono e disponibile,quindi mi tocca,cazzo,intervenire all'ultima serata di poesia alla vineria jazz and wine,cazzo,merda,e non ho mica voglia,perchè qui mi pare che tutti siano poeti,così come ormai tutti sono programmatori,avrei altro da fare,non so,il grande fratello alla tele per esempio,e invece devo rientrare prima per prepararmi moralmente ad ascoltare 'sti cazzoni che pensano di essere poeti,che poi,in fondo,lo siamo tutti,è che questi pensano di essere i soli,unti dal signore,ma va a cagare!La prima l'ho saltata perchè proprio non ce la facevo,con i tempi,le mie cagnette stentavano a farla,poi ero depresso,dovevo ritrovare il mio io,cazzi vari,insomma,saltata,il Capo del locale,che è anche mio amico,mi ha tolto il saluto,non avevo il coraggio di dirgli che forse avrei dovuto pensarci io,che qualche poeta lo conosco,mi viene in mente Maurizio della Taverna,o Carlo G.fine dicitore,il vate della ciullata lirica,insomma,ho dovuto promettere,e giovedì scorso,nettamente in ritardo causa mestruo,mi sono palesato,scoglionato,in preda a continui moti di stizza accompagnati da sudorazione isterica stipsi e sminchiapsi,e mi sono seduto,solo,snob falsamente interessato a quel che doveva succedere e che non era ancora cominciato.Il poeta era accompagnato da un pianista elegantissimo sulla sessantina che sembrava uscito da un romanzo di sallingertamarobukowsky,incredibilmente emozionato beveva caffè per stemperare la timidezza,il poeta aveva gli occhiali con la cordicella ed era visibilemte alterato dal vino come tutti i cazzo di poeti che si rispettino,l'uditorio composto da una ventina di persone,tanto il locale è piccolo e sembra pure affollato,il poeta parte con i saluti e dice che tutto il ricavato del libro andrà in beneficenza,a sua figlia forse,non lo so,presenta il pianista ma il pianista non c'è perchè è in un bar vicino a bere l'ennesimo macchiato freddo,nella vineria,per scelta aziendale,niente caffè,è una vineria cazzo,il poeta parte con un pippone gigantesco sulla sua concezione della vita e della poesia,perchè lui è un poeta,se fosse un muratore parlerebbe di impalcature,dice che c'è poca figa,bippa un cellulare,è il suo,oridina al pianista di suonare qualcosa ma il pianista non c'è perchè è nel bagno del bar alle prese con un cagotto devastante,si sente un po' di odore,è strizza dissenterica,dopo venti minuti di 'ste stronzate apre il libro e legge,di merda,qualcosa sull'amicizia,a me non sembra male e applaudo,appaludo solo io,beve un altro bicchiere e ripresenta il pianista che nel frattempo è rientrato ed esegue una "ninna" struggente dedicata alla figlia del poeta,che avrà trent'anni,quella a cui vanno in beneficenza tutti i ricavi,si interrompe a metà per l'emozione e sparisce alla pizzeria alla pergola dove chiede un crostino per combattere il borbottio del suo stomaco,il poeta attacca con la seconda,questa è peggio della prima ma tutti applaudono,beve un merlot della casa,dice che le femmine non sono un granchè e parte con l'ennesimo pippone,le uniche due donne presenti escono indignate,io guardo il capo della vineria e,sventolando un blister di malox,millanto un attacco di gastrite,fuori incontro il pianista che piastra sul marciapiede mentre cerca di estrarre del lexotan gocce dalla tasca dei pantaloni!E stasera,cazzo,mi tocca!
NUOVA PALLACANESTRO GORIZIA
La domenica,ormai,esco solo se la nuova pallacanestro gorizia gioca in casa.Un vero e proprio rito,da quando ero bambino,da quando mi ci accompagnava mio zio Giangi rock'80,da quando non me ne frega più un cazzo del calcio,da quando mi ha piantato la prima morosa seria che ho avuto,seria nel senso che non rideva mai,ma la dava a tutti,da quando eravamo in serie A,da quando si vinceva contro la virtus bologna all'ultimo secondo,ogni quindici giorni ero lì,con qualsiasi tempo,con qualsiasi mezzo,sano o malato,felice o incazzato,ricco o povero,mi piantavo in "piccionaia vip" e non mi alzavo se non per pisciare,perchè sono debole di vescica quando sono nervoso.Quet'anno siamo in serie B, ultimi,a zero punti,la squadra più di merda mai vista al palazzo,zero punti e scarsissime chances di vincere una partita che sia una, però abbiamo uno pettinatura rasta di due metri,uno forte e figo con le sopracciglia pitturate,uno con la bandana azzurra che ho conosciuto in trattoria e beve,uno alto due metri e otto calvo che corre come una foca e si esalta come tardelli nell'82 ogni volta che segna un tiro libero,uno di palermo che non sa fare un cazzo ma è un bravo ragazzo,uno mulatto con le treccine che palleggia continuamente e ti sfinisce il sistema nervoso ma c'ha una parente stragnocca,uno che è proprio una sega ma si impegna e bestemmia ogni volta che non tocca il ferro da due millimetri,uno di torino di duemetriedodici che pensa di essere un metro e settanta,uno di roma,tutti assolutamente inguardabili,a parte quello che si pittura le sopracciglia,mi sto impegnando seriamente per trovarmi una fidanzata che sennò sono cazzi.
RITORNO AL TEATRO INVISIBILE
Dopo una settimana di scazzo post perdita unico reddito ricevo una telefonata dal filosofo che mi chiede dove cazzo fossi finito e io rispondo a ventun chilometri da casa tua,ieri sera ho incontrato tua sorella,mastro Cyrus mi ha apostrofato perchè non dovevo salutarla,eravamo sbronzi,strano,io bevevo cochecole!La mattina mi sono svegliato con la pancia gonfia,colpa dell'anidiride contenuta nelle cochecole,in Francia ne ho bevuta una alla vaniglia,buonissima!Carlo il filosofo fa la Siss,fisica,chi l'avrebbe mai detto,è un grande risultato per un umile socratico da parchetto,"vieni potter,oggi reciti tu,non conosco bene la parte,ho avuto poco tempo per studiarla,tocca a te,"disse il maestro,"obbedisco",risposi garibaldinamente .Ritorno al passato,ma finalmente,porca puttana,ci sono delle novità stamattina,oltre alla nebbia e l'umido che ci strizza,tipo mastro Cyrus,che non è andato al lavoro,tipo una new entry spagnola agghindata come Mary Poppins, ma con le tette,che si esibisce sotto il tiglio,canta,balla,parla,piange;sì,la nebbia strizzona delinea controrni fiabeschi e fastidiosi, eppure piace,sono tornato,non piango più,forse non ho pianto mai,mi siedo,chiedo scusa, oggi niente palco,mi confondo con gli spettatori,sorrido e riprendo serenamente confidenza con il mio mondo,Cyrus annuisce,Carlo non si arrabbierà!
VENERDI' 15 OTTOBRE 2004,ORE 13 -31.
SPENGO PER L'ULTIMA VOLTA IL PC DEL MIO UFFICIO,UN'ALTRA PORTA CHE MI CHIUDO DIETRO SENZA CHE CE NE SIANO DI APERTE DAVANTI.