SONO PASSATO
Non l'ho nemmeno vista,passo sempre,sempre le stesse persone,visi ammuffiti,stanchi,distanti,lei non c'era,poi è arrivata;me l'ha fatto venire duro subito,mi sono nascosto dietro l'angolo del bar buffetti,pensavo fosse una cartolibreria,poi sono uscito così tanto per,lei mi ha visto e mi ha salutato così tanto per,s'è ammosciato,è arrivato l'uomo asparago e si sono baciati con tanto di lingua,non capivo mica se gli era venuto duro anche a lui,perchè ce l'ha piccolo,però intanto limonavano,avvilente,magari stanotte la tromba pure o qualcos'altro di peggio, io vado al cine con un'altra che,non per fare il figo,lei si che si diverte,per il film chiaramente,io non la limono e non glielo mostro,che sennò lo va a raccontare all'uomo asparago che si intristisce per le sue misure premaman e poi non ciulla più e magari fa delle scelte sbagliate e cattive amicizie e si fa presto a cominciare con le droghe leggere e poi quelle pesanti e la disintossicazione e i cestini di vimini e una vecchiaia prematura,col cazzo,in fondo voglio solo scopargli la donna,di certo non rovinargli la vita;per il momento mi accontento di passare,tutti i pomeriggi,appena ho finito di intrecciare i miei cestini di vimini e solo dopo la seduta dallo psicoterapeuta,passo e mi accontento,ma senza godere.
LE FOGLIE
Nessuno può capire, riconoscere l'odore di queste foglie stanche,cadute,ed il colore di questa primavera,di sole giallo e caldo, che resta comunque un sogno legato alla vita,che tutti vorremmo provare mentre pesto per terra e continuo a camminare,toccando il mio cielo scontato e tollerare che questo mondo cieco continui a provocare la morte del mio cuore,la mente va a cercare qualcuno, qualcosa,la strada da fare per vivere meglio e continuare a sfiorare queste foglie beate che stanno a guardare.Nessuno può sperare di vivere per tutti,come sanno quei bambini che noi crediamo matti ma che riescono ad amare anche chi li ha già distrutti,per potersi guadagnare questo pane quotidiano che ti rende cieco e sordo,che ti amputa la mano che una volta tu lasciavi stringere da chi amato si sentiva,e per questo ti baciava promettendoti il suo cuore ed il suo amore,lungo quanto questa strada che continua e non finisce,perchè deve rallegrare queste foglie così stanche,stanche anche di guardare.
DIETA
Dovrei,lo so,dovrei,certe volte anche mi vergogno,la brioche di stamattina era ripiena di crema pasticcera,da far schifo,mi facevo schifo,indegno.Ieri mi sono fatto aggiungere la mozzarella alla "frutti di mare",rosso in volto,oggi alle dieci tre paninetti,uno al formaggio,uno con la pancetta,l'altro con la bologna,provo da tempo immemore una naturale simpatia per la bologna,da sempre il più sottovalutato tra gli affettati,certo,un buon crudo è sempre un buon crudo,ma la mortadella il suo lo fa sempre.Ieri sera,che ero depresso,tre palline zuppa inglese tiramisù gianduia,panna montata,amarena,la gelataia è fin troppo zelante,quasi servile,resta sui coglioni,odio l'oculata parsimonia con la quale distribuisce le ciliegine,devo andare a pranzo,ho gola di una milanese con le patatine fritte,ma poi la cistifellea protesta e urla,rompe le balle,vediamo con le lasagne e poi magari un po' di pesce azzurro,al limite stasera c'è minestrone,quindi adesso posso mangiare quel che mi pare......credo sia venuto il momento di sostituire il cibo con il sesso!Cerco una donna scopo trombata,seno prosperoso,incline alla fellatio,lentigginosa,occhi verdi,bionda,allegra,astenersi rompicazzo.
TRIALOGO TRA POTTER,ARNALDO IL GOBBO DI PARCO ANTONINI,SANDRO "THE CALAMAR"
Ore diciotto e trenta,crepuscolo,o quasi,parco Antonini semi deserto,io sto con Arnaldo a fumare philip morris ultra senza filtro che sennò non sanno di niente,silenzio assoluto,passano due fighe e Arni commenta ad alta voce,come sempre accade quando passano due gnocche,se sono tre ulula.E' un grande il gobbo ma,porca troia,dietro le due patonze arrapanti si intravede il meschino profilo di Sandro the calamar,c'ha un paio di adidas che fan cagare ma nuove di zecca,marroni e rosa,il sommelier dei cromatismi,vaffanculo si avvicina,quatto quatto,ambiguo e rivoltante,sgradevolmente profumato!Il gobbo fa per alzarsi indignato,ci mette troppo,così riesco a bloccarlo,il gobbo odia il calamaro,il calamaro odia il gobbo,la maglietta lacoste verde è macchiata,il potter odia il calamro,ama il gobbo,jeans levis scoloriti,mocassini cazzo,mocassini,CALAMARO"che fate qui?studiate?Ah,no,mi sembrava,Miller vero?Vi fate una cultura?Li ho letti tutti io,potrei anche consigliarviGOBBO"che cazzo vuoi???"POTTER"si,che cazzo vuoi calli,non c'è nessuno in biblioteca a cui puoi rompere i coglioni?"CALLI"aspetto Sara"(allora,le cose stanno così,Sara,detta baywatch,o dal gobbo apostrofata spesso come rizzaminchie(il papà del gobbo è di Marsala,sicily!)è la ragazza più bella che si sia vista a Udine dai tempi di Tina Modotti!Pare sia assolutamente innamorata del calli,non si sa come,o perchè,merda!)GOBBO"puoi levarti dalle palle allora?Ti prego,già non è stata una gran giornata oggi,dai,via,fuori dai coglioni"POTTER"si calli,fuori dai coglioni!"CALLI"Siete solo un po' invidiosi,ma vi capisco,il fatto è che non ci sapete fare,e le donne questo lo sanno,ve lo si legge in faccia,e poi tutto il giorno a far niente"POTTER"si dice cazzeggiare calli,cazzeggiare,hai la lacoste macchiata e le scarpe fanno cagare"GOBBO"se non te ne vai entro dieci secondi ti spacco la faccia"CALLI"sono cintura nera terzo dan"POTTER"Sara porta calze autoreggenti secondo den"GOBBO"arriva la rizzaminchie,fuori dalle palle"POTTER"fuori dalle palle"CALLI"più tardi,mentre la penetrerò,vi penserò,pagliacci"POTTER"Gobbo,ammazzalo,io chiamo il 118"SARARIZZAMINCHIE"ciaoooooooooo ragaaaaaaaaaa,tutto beneeeeeeeeeeeeeeeeeeee?Sandro,dove mi porti a cenaaaaaaaaaaaaaaaaa??Ho voglia di carne stasera!!!"GOBBO"Te lo do io un....che cazzo vuoi potter,potrò dire quello che mi pare a 'sta stronza,o no?"I due piccioni salutano controvoglia e si incamminano mano nella mano verso l'uscita,un bambino sorride al calamaro che risponde con un buffetto mentre la patonza annuisce e lo coccola,il sole è quasi tramontato,una lacrima riga la guancia di Arnaldo il gobbo,lui sa,come lo so io ,che un'altra nottata di pugnette proletarie lo aspetta,il custode urla da lontano che si chiude,Carlo il filosofo ci chiama da lontano,si va in enoteca,a bere vino,le pippe possono attendere,un'altra giornata è finita,uguale,o quasi,a tutte le altre.