QUALSIASI COSA PASSA PER LA MIA TESTA PASSA PER LA TESTA DI TUTTI,TELEPATIA?
giovedì, luglio 03, 2008

Le vicissitudini riguardo alla mia sparizione e al tragico bagno di sangue del Partidor sono state  documentate in un video che vi beccherete tra pochi giorni non appena uscirà dal montaggio. In questo momento, invece,  ho bisogno di scrivere e di raccontare, devo dirvi di Evita. Subito dopo le presentazioni , senza guardarmi, mi ha confessato di frequentare un corso di canto, " se vuoi ti faccio sentire qualcosa ", va bene, ho risposto, " osteria numero mille il mio cazzo fa scinitille fa scintille sulla legna figurarsi sulla fregna ". Ha quarantatrè anni e io non riuscivo a crederci, dietro gli occhiali un viso da adolescente, non ti viene da pensare che sia stata violentata in casa fin da bambina, che abbia subito sfigatissime vessazioni fisiche che le hanno deturpato il volto,  che sia sopravvissuta a malattie cerebrali che la rendono incapace di coprire un melone tagliato, da rimandare al giorno dopo, con la pellicola trasparente.Quando ti urla dai ti prego mettimelo nel culo mettimelo nel culo, significa che sta per cagarsi addosso, se vi dico che i suoi occhioni marroni sono disintegrati dal dolore vi mentirei, perchè nei suoi occhioni, in realtà, non c'è un cazzo di niente, come stai Evita? , sto bene, e se ne rimane con una spugnetta gialla in mano senza sapere esattamente che fare perchè se non glielo  dice qualcuno lei non lo sa, e dall'altra parte c'è Pepi che grida aiuto aiuto mi gira la testa, e tu corri, e lei ti porge un cumulo di roba lavata da stendere e piange perchè non ci riesce, perchè non ne ha voglia, " ma a quanti gradi lavi le mutande?  Hanno un buon odore ma sono ancora sporche", lei ti dice  sessanta, ma la prossima volta starà più attenta, e non mi sento di chiederle di rimettere tutto  in lavatrice perchè so che non vuole, che non ha cazzi, e mi giro, Evita è dietro di me con la spugnetta gialla, e mi sento impotente, eppure solo pochi mesi fa non riusciva nemmeno a camminare, adesso può perfino  mandare avanti una lavastoviglie con una certa nonchalance, specialmente se riesci a indicarle il tasto giusto, il terzo  da sinistra, per l'esattezza, " ma sei gay "? , si , certo, molto , rispondo, e finalmente sorride, " ma sei una puttana ?" , quello ancora di più, le dico, e capisce che la sto prendendo in giro, o anche no, ma chi se ne frega, l'importante è riempire quegli occhioni marroni di qualcosa che non sia vuota desolazione, e io le parlo, questo faccio,  e le resto accanto, e mi viene dietro in terrazza mentre fumo a scrocco,e  penso che tra mezz'ora me ne andrò e lei rimmarrà lì, ad aspettare che qualcuno suoni alla porta per correre ad aprire, questo fa Evita, e io sono cambiato ultimamente,  voi lo sapete? ,  tu lo sai, cazzona? , e ti voglio bene per questo, anche se non ci sei , e  poi vi parlerò anche delle altre cinque donnine che manifestano il loro scetticismo non appena varco la porta del centro di salute mentale,   cioè   Pepi, Luci, Boom, Lolita e Frida, così le ho chiamate, perchè non mi veniva altro, e mi hanno già detto che adorano il cinema, " anch'io ", ho risposto, " anch'io sono come voi!".

 

Scritto da: maxpotter alle ore 21:42 | link | commenti (1) | categoria:
mercoledì, luglio 02, 2008
A vederlo così, sembrava morto, dopo la mattanza, ma la realtà era diversa, e strana!
Scritto da: maxpotter alle ore 22:34 | link | commenti (7) | categoria:
martedì, luglio 01, 2008

LOMA:

Il tempo è quello che è , Trenta è stato arrestato nel primo pomeriggio, strani fenomeni si stanno verificando al Partidor, Potter è ancora lì . C'è del sangue

 

 

 

Scritto da: maxpotter alle ore 19:17 | link | commenti (4) | categoria:
domenica, giugno 29, 2008

GLI EROI DEL PARTIDOR

Loma - Purtroppo la situazione non si è sbloccata. Come Don Chisciotte e Sancho Panza, e ci è impossibile stabilire in questo momento chi sia l'uno o chi sia l'altro, Trenta e Potter riamangono orgogliosamente ancorati al loro destino di giovani autostoppisti stanziali in località, come si era già scritto, Partidor. Scambiati per vecchi clochardes da alcuni utenti del centro di salute mentale, hanno ricevuto la visita del corpo di polizia cittadino. Il maudit Potter, dopo aver tentato di aggredire la  giovane tenente concorsista che comandava la pattuglia, è stato riportato alla ragione dalla verve diplomatica dello stelliniano e giornalista in carriera Trenty. La situazione,ora, pare essere tornata normale. Vi forniremo, appena pronte, le immagini girate da una troupe locale che si sta occupando del caso. Nelle ultime quarantotto ore solo una Volvo station wagon si è femata al capezzale degli eroi del Partidor, ma unicamente per chiedere  indicazioni sull'ubicazione del bar " Arcobaleno". Il morale dei ragazzi, comunque, è buono. Hanno passato le ultime ore a discutere del cinema di Terrence Malick e di figa, facendo girare sul lettore ciddi portatile amplificato Boiled beef e rotting teeth dei Mudhoney. Una veglia di preghiera è stata organizzata alla chiesa del santuario di rosa mistica.  

Scritto da: maxpotter alle ore 20:35 | link | commenti (6) | categoria:
venerdì, giugno 27, 2008

PREPARATIVI

Trenta - Io non porto la ganja in Olanda, mi sembra una cagata.

Potter -  Metti che non ci arriviamo in Olanda, metti che ci fermino a Tarvisio, o peggio, a Villa Santina.

Trenta - Hai una macchia enorme sullo zaino, non ti sarai mica caricato dell'olio per condimento in una bottiglia di vetro ?

Potter - Cazzo!

Trenta - Stai facendo su?

Potter - Si!

Trenta - Ma dove la nascondi poi?

Potter - Non la nascondo, ce la fumiamo tutta prima di Villa Santina.

Loma - Sono partiti così, senza speranza e pieni di buoni propositi, stamattina alle otto e mezza, trotterellando come due bambini dell'asilo,  Potter con una vistosa  macchia d'olio sullo zaino e un cartello ricavato da una scatolone del Sole Piatti con sopra scritto a pennarello AMSTERDAM, Trenta con  mezzo chilo di super skunk nascosto , a sua insaputa, in mezzo a mutande e calzini.  Al tramonto erano ancora seduti a bordo strada all'altezza del Partidor. Avevano raccolto quasi sette euro in monetine, frutto di elargizioni spontanee di alcuni passanti diretti alla fermata dell'autobus. Discutevano in merito a un' eventuale modifica della scritta sul cartonato, da Amsterdam a  Santiago de Compostela.

Scritto da: maxpotter alle ore 21:51 | link | commenti (2) | categoria:

LA VERSIONE DEL TRENTA

Ho incontrato Potterino piuttosto malconcio a causa di alcune tristi vicissitudini sentimentali  alquanto inconsuete per l'ex trivella del cormonese- gradiscano . Per questo l'ho accompagnato a mordicchiare una bruschetta dal napoletano che rompeva come sempre i coglioni  con il suo dottò dottò. Alla terza Peroni Max si alza in piedi con la ferma intenzione di gettarsi nel Ledra, lo blocco con un abbraccio e gli offro un malborino, l'ultimo, merda. L'unico modo per recuperare il cazzone in trance post abbandono era proporgli un viaggio, ci pensavo da un po', Amsterdam in stop, il mio sogno da ragazzino, coffee shop, vetrine, birra a secchiate, il tutto dopo aver bazzicato le strade di mezza europa inseguiti da stuoli di groupies urlanti. " Ma che cazzo dici Trenty, non arriviamo nemmeno a Paparotti in queste condizioni, sembriamo due drogati inciccioniti sopravvissuti alla saga di fantaghirò, tu sei fuori!!" "Tu sei fuori,non io, è arrivato il nostro momento on the road, e non sento ragioni, ho fatto lo Stellini. " " Neanche per il cazzo Trenty" 

LA VERSIONE DEL POTTER

Ho incontrato Trenty boccheggiante e stremato dalla calura, bestemmiava in Greco antico, ha fatto lo Stellini lui. Imprecava contro il lavoro, Donadoni, il bancomat, Simon le Bon. Stava male. L'ho spinto dentro la bruschetteria a forza, il napoletano rompeva al solito il cazzo con il suo dottò dottò.Dopo la decima birretta italiana, Gianma se ne esce con una menata su un ipotetico e oscuro viaggio in autostop, direzione Amsterdam. Non ho una minchia da fare fino al Mittelfest per cui gli dico che a me va bene. " Potterino, guarda che scherzavo, chi cazzo vuoi che ci tiri su, non arriviamo nemmeno a Paparotti, sembriamo due fricchettoni imbolsiti un po' blasè, tu sei fuori" " Tu sei fuori, non io, e poi ormai l'hai sparata la stronzata, e non sento ragioni, anche se non ho fatto lo Stellini." " Neanche per il cazzo Potter"

LA VERSIONE DEL LOMA

Non arriveranno nemmeno a Paparotti.

 

Ovviamente si va.

 

 

 

Scritto da: maxpotter alle ore 00:07 | link | commenti (8) | categoria:
giovedì, giugno 26, 2008
In partenza

Manca un minuto alla partenza. E siamo già stremati.
Scritto da: maxpotter alle ore 23:07 | link | commenti (1) | categoria:
mercoledì, giugno 25, 2008
Una vecchia signora vestita di blu, sulla riva, falciata dai saluti di chi non è più tornato, frastornata dal rumore potente delle onde, tra poco farà buio e se ne andrà. Esistono attimi che catturano l'odio di un secondo e lo lasciano sedimentare nelle ossa per tutta la vita, non sono solo ricordi, sono spasmi , contorsioni spezzettate di alcuni muscoli facciali che disidratano la pelle attorno agli occhi, cementano le labbra addosso ai denti, si accaniscono sul cervello e lo comprimono fino a impacchettarlo nella parte bassa del cranio. Questo non è il modo giusto di morire, senza sentimento, senza voglia, senza speranza, rifiutando di rinascere a richiesta perchè il finale è scontato e non cambia mai, prendendo a testate la legittima incoerenza dell'umana esistenza per continuare a rimanere indifferenti a quel dolore che non ascolta e non abbandona mai nessuno, ma che insegna al nostro spirito a cogliere meglio brevi momenti di felicità, quelli che servono a raschiare via il rancore scolpito in noi dalla delusione per una sconfitta. Io non cerco qualcuno con cui invecchiare, non l'ho mai fatto, però non precludo a me stesso il privilegio di amarmi anche attraverso gli occhi di chi mi ama, semplicemente amandola, indipendentemente da come siano andate le cose in precedenza, e mi piace essere così e sapere di non avere intenzione di cambiare più.In sostanza, Gregoire, erano solo alcune considerazioni sulla battigia di fronte a un'anziana donna che piangeva chissà perchè. Non ho bisogno di uscire da me stesso perchè non ho paura di quello che sono, come non sento la necessità di sentirmi dire quanto valgo, soprattutto adesso. Maggiore, tu mi conosci bene,però forse non sai che la rabbia integralista di cui andavo fiero è improvvisamente svanita, non per merito mio, ma di una donna che è riuscita, magari incosapevolmente o solo per affinità elettive, a toccare finalmente le corde giuste del mio essere instabile. Questo è quello che,per ora, rimane, e non è giusto sottovalutarlo e ridurlo alla stregua di una storiella primaverile, perchè per me è stato di più e mi ha segnato.Spero solo di averle lasciato qualcosa anch'io. Se è quella giusta se non lo è e se , brevi attimi Gregoire, fino alla prossima volta, sempre che riesca a reggermi in piedi, senza nessun vaffanculo, senza chiedere niente in cambio.Non ho nessun pacchetto nella parte bassa del cranio,forse non te l'avevo ancora detto, Maggiore.
Scritto da: maxpotter alle ore 19:08 | link | commenti | categoria:
domenica, giugno 22, 2008
Sono quasi le cinque e un quarto del mattino, non riesco a dormire. Questa volta voglio parlare di me, non l'ho mai fatto da quando ho aperto il Teatro Invisibile, anche se nei miei racconti c'è sempre qualcosa che mi appartiene, mai troppo però.Io ho quarant'anni, un risultato accettabile che non avrei mai pensato di raggiungere, sconvolto come sono da un'esistenza eufemisticamente cinematografica e assolutamente fuori dai parametri comuni del buon senso. Sono vivo comunque, a tratti controvoglia, affetto da randagismo e dal tipico malcostume dei disadattati, non possiedo nulla, in tasca ho trenta centesimi e nessuno stipendio all'orizzonte, respiro ogni mio istante in perfetta e magnifica solitudine.Scrivo racconti, sceneggiature, poesie e canzoni che fanno cagare. Sono un comunista anarcoide, non artista, artistoide.Detesto gli intellettuali.Fumo un pacchetto di sigarette al giorno, mi faccio le canne e bevo smodatamente ogni volta che posso. Soffro di terrificanti emicranie a grappolo che curo bestemmiando. Non sono affatto bello, sicuramente arrogante, timido , assolutamente immodesto, scontroso e cinico, ironico e malinconico, talvolta affascinante. Sono innamorato. Lei lavora in un negozio, ha cento corteggiatori al giorno perchè è bellissima, così tanto da togliere il fiato, cento teste di cazzo servi delle apparenze e della superficialità che credono di avere davanti una donna uguale a tutte le altre, non è così, ma a loro non importa perchè si interessano solamente alle foto in copertina, non sanno leggere. Lei è intelligente, testarda, generosa, colta, sensibile, dolce, rocciosamente fragile, divertente, ermetica con un gran senso dell'umorismo, sensuale e sociopatica, con gli occhi tristi e il sorriso pieno, l'animo sconsolato e gentile, diversa.Siamo due spiriti affini. Io sono l'unica persona che non ha più accesso alla sua vita, io posso solo aspettare, aspettare che ritorni. Un giorno, se non è già accaduto, il meno stronzo dei cento corteggiatori la conquisterà e la porterà via, lo odio per questo, odio questo rotto in culo ma vorrei avere il suo aspetto, il suo carattere, i suoi modi, i suoi interessi, vorrei essere lui. Sono geloso, sfinito, sconquassato da questo sentimento orribile dettato dalla certezza delle mie fattezze, dalle insicurezze del mio ego. Sono pazzo di gelosia e non posso farci niente, non posso vederla, sentirla, tentare qualcosa, niente, lei non vuole e io non lo faccio. Detto questo, pianifico nei dettagli ogni giorno il suo rapimento, decine e decine di volte, esco dalla porta di casa con l'intento di trascinarla lontano assieme a me, consapevole di meritarmi il suo amore, sicuro di renderla felice. Lei mi vuole bene e questo mi da la forza di alzarmi dal letto ogni mattina, purtroppo non ha imparato ad amarmi perchè mi ha dato poco tempo. Io non sono un cavaliere della luce ma un combattente orgoglioso e tenace, privo di dignità in questo momento angosciante, disarmato di fronte all'evidenza di un addio,cammino brandendo un telefono cellulare al posto della spada e lo consumo sperando di leggere qualche parola sua che non arriva mai. Io non voglio perderla, lei è l'unica persona alla quale non posso rinunciare, l'unica che vorrei al mio fianco sempre, l'unica che completa l'inquietudine del mio spirito,l'unica che ho amato.Eppure lei non c'è più, non ci sarà più quando le chiederò di partire per un viaggio lunghissimo, quando le racconterò cose e lei scintillerà il viso per la sorpresa, quando suonerò e canterò per lei,quando la emozionerò con le mie prime uova al funghetto,quando mi esibirò in performance comiche che la faranno piangere dal ridere, quando le chiederò di sposarmi e lei mi dirà di si, quando decideremo il nome da dare a chi verrà,quando le bacerò le rughe sul collo, lei non ci sarà, perchè non c'è più, e guarderà qualcun altro più forte di come guardava me, e gli dirà cose che a me non ha detto mai.Mi chiamo Massimiliano,tutto quello che so di me è che sono un cazzone, che non ho più niente, che sono innamorato. Forse bastavano queste due righe,forse, adesso , è venuto il momento di chiudere gli occhi e di andarla a cercare dove la trovo sempre dentro al mio cervello colorato, non ho più niente da dire, la mia vita è tutta qui, lettera dopo lettera, parola dopo parola,alle sei e venti di un mattino limpido, dentro a un mondo che ho sempre rifiutato e che non mi ha mai voluto,lasciando il ricordo di quello che sono dentro al palmo di una mano che amerò sempre. Sara, ora puoi chiuderla quella mano, stringi forte il pugno e non dimenticarti di me.
Scritto da: maxpotter alle ore 06:38 | link | commenti (21) | categoria:
venerdì, giugno 20, 2008
Lo sentiva lei, che andava e veniva, con il ghiaccio dentro al petto e senza calzini. Non era niente, solo un cazzo di viso viscido e purulento. Lo aspettava lei, afflosciata sul davanzale fiorito e polveroso mentre i suoi pensieri scrostavano dal cuore anni di merda passati accanto a migliaia di parole inutili. E si prese gioco di me e delle mie cose e dei miei vestiti e dei miei tradimenti e lo ammazzerò e sentirò il rumore delle ossa che si rompono e non avrò pietà per lui come lui non ne ha mai avuta per me, e brutto, che brutto uomo è, che brutto uomo era, e mi ha presa con violenza la prima volta che sono uscita, e mi piaceva un ragazzo di città che mi guardava sempre con gli occhi il viso, e non è stato lui a toccarmi per primo, non mi ha toccato mai, e ho smesso di vivere, un giorno, tanti anni fa. Lo ascoltava lei, mentre rantolava, senza più respiri che non servivano più, quasi tenero , con la bava alla bocca, inutile da morto com'era stato da vivo.
Scritto da: maxpotter alle ore 21:29 | link | commenti (3) | categoria:
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